Umberto Eco: L’era digitale

Umberto Eco nacque nel 1932 ad’Alessandria. Egli fu un saggista politico e scrisse numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre ai romanzi di successo. Nel 1988 ha fondato all’Università di San Marino il dipartimento delle comunicazioni. Eco fu un impiegato delle ferrovie e nei primi anni cinquanta fu chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco AC(Azione Cattolica). Dopo 4 anni, Eco abbandonò l’incarico dopo una discussione con Luigi Gedda. Qualche anno dopo durante gli studi,Eco smise di credere in dio, lasciando definitivamente la chiesa cattolica. Nel 2008 fu presidente della scuola superiore di studi umanistici dell’università di Bologna. Nel 2010 divenne socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienza Morali, Storiche e Filosofiche.
Nel 2016 ci è venuto a mancare.
In quanto Umberto Eco fu uno dei pochi letterari nati e vissuti nella storia dell’evoluzione di internet, gli fecero molte interviste anche in ambito critico letterario dell’evento storico più trattato: L’era digitale. Un’intervista fatta a Umberto Eco fu quella di un analisi e critica sull’era digitale dal punto di vista semiotico, le sue considerazioni furono:
“Da un punto di vista semiotico e mio non è comprensibile ogni possibile significativo scambio se non in base a una serie di competenze comuni che io chiamo Enciclopedia. L’Enciclopedia è l’insieme di tutto ciò che la gente sa e dice, anche se falso (fa parte dell’enciclopedia cappuccetto rosso tanto quanto gli anelli di saturno). L’umanità in fondo si è sempre aggirata intorno al problema di un’organizzazione e controllo dell’enciclopedia: altro non sono le biblioteche, i musei, e così via, o le proprie enciclopedie (da quella di Plinio fino a Treccani) .
Ora, una delle funzioni dell’enciclopedia non è solo quella di conservare un comune sapere che permetta la comunicazione (non potremmo parlare in questo momento se non facciamo riferimento a una comune conoscenza), ma anche di filtrare.
Per esempio: l’enciclopedia deve registrare che è avvenuta la battaglia di Waterloo, ma non è tenuta a registrare il nome del primo caduto in battaglia; Guai se lo facesse, se registrasse i nomi di tutti i caduti; Essi sono forse registrati da qualche parte, un giorno o un altro uno studente può farli recuperare, ma non fanno parte di quella patrimonio comune che è l’enciclopedia.
Questo filtraggio è fondamentale, altrimenti saremmo come “Funes el Memorioso” di Borges, che ricordando tutto tutto tutto, è una perfetta idiota.
Ora, internet è l’enciclopedia ma nella forma di Funes… c’è tutto. Cioè, è un’enciclopedia che registra potenzialmente tutto ma che non offre gli strumenti per filtrare l’informazione, tanto è vero che ciascuno di noi di fronte a un sito internet non sa mai se l’informazione è attendibile o non è attendibile.
Questo porta all’umanità di fronte a una nuova sfida: se l’antica sfida fosse riuscire a possedere più enciclopedia possibile, adesso è in qualche modo smarrito di quanto più enciclopedia possibile.
Questa scienza della decimazione non è ancora stata inventata; Non è detto che possa essere inventato e non è nemmeno detto che è una scienza, probabilmente è una forma di pratica che si apprende per imitazione, per sciocco, così come il cavatore riesce dalla caduta di foglie, da una spezzata, per capire se È passato l’animale. Ma non c’è una regola che dice “se si spezza un ramo, allora è passato un animale”.
(sito: ” http://lagiungla.it/umberto-eco-era-informazione-digitale ” ).
Altre frasi di Umberto Eco sull’era digitale sono :
“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.
(sito ” http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2015/06/12/eco-e-limbecillita-2.0-il-web-si-divide_60ea6684-0a1d-4d8f-8f1c-03bfe9214c97.html ” ).
Per vedere il video il link è : ” https://www.youtube.com/watch?v=u10XGPuO3C4 ” .

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